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mercoledì 10 giugno 2020

Seneca e la risorsa del tempo


Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne sprechiamo molto.

Mentre perdiamo il nostro tempo tra indugi e rinvii, la vita passa.

Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso. Buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile.

Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla.

Breve è la vita che viviamo davvero. Tutto il resto è tempo.


https://www.frasimania.it/frasi-tempo-seneca/


mercoledì 27 maggio 2020

Pareto e le risorse in filosofia moderna_step#18

Filosofia moderna

L'ottimo paretiano è un concetto introdotto dallo studioso italiano Vilfredo Pareto, applicato in economia, nella teoria dei giochi, nell'ingegneria e nelle scienze sociali. Si realizza quando l'allocazione delle risorse è tale che non è possibile migliorare la condizione di un soggetto senza peggiorare la condizione di un altro. Si ricorda la legge dell'80/20, in cui il 20% della popolazione possiede l'80% delle risorse.
Un problema di un mercato così impostato è che non ci dice nulla su come il reddito tra gli individui venga ripartito.
"Se l’economia politica è molto più progredita della sociologia ciò dipende, in gran parte, dal fatto che essa studia azioni logiche; e sarebbe stata sino da principio una scienza ottimamente costituita, se non avesse trovato un grave ostacolo nel fatto che i fenomeni studiati erano interdipendenti, mentre le premesse che si dedicavano a tale studio non erano capaci di seguire l’unica via che ci sia nota per tenere conto della interdipendenza. Fu tolto almeno in parte l’ostacolo accennato, quando si usò la matematica per lo studio dei fenomeni economici, e venne per tal modo costituita una scienza, cioè l’economia matematica, che può stare alla pari con altre scienze naturali." V.Pareto, Trattato di Sociologia Generale, 1916, 263.
Pareto pensava che la sociologia, la matematica e l'economia dovessero essere collegate e che quindi la razionalità si fondesse con la morale e in un certo senso la psicologia.In oltre noi cerchiamo di prevedere il futuro: "Scrive il Galluppi nella sua Teologia naturale: […] (p.61) La profezia, in rigore, è un miracolo; poiché è una conoscenza non naturale, ma al di là delle forze naturali dello spirito umano. Ma la profezia può essere relativamente ad eventi molto lontani, ed il profeta può non avere il dono dei miracoli. La profezia solo non è dunque sempre sufficiente a provare la missione divina. Ma il miracolo con cui un apostolo divino promette agli uomini di provare la sua missione divina è sempre unito con una certa profezia." V.Pareto, Trattato di Sociologia Generale, 1916, 623.

Quindi noi utilizziamo della conoscenza scientifica per cercare di prevedere il futuro e quindi andare nel campo della metafisica o della religione.

mercoledì 6 maggio 2020

Risorsa in Cartesio e Tommaso d'Aquino-step#12

Tommaso d'Aquino e il possedimento di risorse
San Tommaso d'Aquino e gli angeli.jpg
Per Tommaso d'Aquino l'uomo non può essere contento nel possedere ricchezze, se non quelle naturali. Infatti descrive le "risorse artificiali" come "quelle che per sé non giovano alla natura umana, come il denaro, ma l’ingegno umano le ha inventate per facilitare gli scambi commerciali", è evidente che non possono costituire il fine ultimo e la felicità dell’uomo, perché "nessuno le cercherebbe se non servissero per acquistare le cose necessarie alla vita". Quindi le ricchezze, come il denaro sono solo dei mezzi che servono ad acquistare le risorse "naturali". Le ricchezze "naturali", invece, sono quei beni con i quali "l’uomo è aiutato a soddisfare dei bisogni naturali: come il cibo, la bevanda, i vestiti, i mezzi di locomozione e di trasporto, le abitazioni e altre cose di tal natura" (Summa theologiae, Ia IIae, q. 2, a. 1).
"È evidente che queste ricchezze sono destinate al necessario sostentamento dell’uomo e quindi, anche avendone in sovrabbondanza, non danno la felicità. Per quanto l’uomo possa accumulare una quantità enorme di beni materiali, non riesce poi a usarli e consumarli tutti, dati i molteplici limiti della condizione umana. Ciò non toglie però che il desiderio di ricchezze possa diventare insaziabile e, quindi, in un certo senso infinito, anche se, in quanto insaziabile, è contro natura, poiché sono sufficienti pochi beni per soddisfare i bisogni materiali. Se, da un lato, l’insaziabilità e l’insoddisfazione denotano un desiderio deviato da una concupiscenza disordinata, dall’altro, testimoniano che l’uomo, oltre ai bisogni materiali, ha anche un desiderio dell’infinito" (Summa theologiae, Ia IIae, q. 30, a. 4).
Quindi anche avere un elevato numero di risorse naturali non è necessario, avendo l'uomo dei bisogni limitati; inoltre, il pensiero di accumulare risorse, secondo Tommaso d'Aquino è dannoso e contro natura, visto che bastano pochi oggetti per saziare i bisogni dell'uomo. Quindi il commercio per avere ricchezze che vanno oltre le esigenze umane è contro natura, mentre il commercio per riuscire a poter acquistare le risorse "naturali" è un buon metodo per riuscire ad ottenere un'autosufficienza.
"Aristotele dice che il commercio (commutativa) non è necessariamente contro natura, perché riguarda i beni amministrati naturalmente; d’altra parte, esso non è neanche l’arte di arricchirsi, perché non è fatto per i soldi. Che non sia contro natura è dimostrato dal fatto che l’attività commerciale serve a rendere gli uomini autosufficienti, facendo in modo che, mediante tale attività, ognuno riesca ad avere quelle risorse che sono necessarie e sufficienti al mantenimento della vita umana" (In libros Politicorum expositio, lib. 1, lectio 7, n. 6).

Cartesio

"Volendo seriamente ricercare la verità delle cose, non si deve scegliere una scienza particolare, infatti esse sono tutte connesse tra loro e dipendenti l'una dall'altra. Si deve piuttosto pensare soltanto ad aumentare il lume naturale della ragione, non per risolvere questa o quella difficoltà di scuola, ma perché in ogni circostanza della vita l'intelletto indichi alla volontà ciò che si debba scegliere; e ben presto ci si meraviglierà di aver fatto progressi di gran lunga maggiori di coloro che si interessano alle cose particolari e di aver ottenuto non soltanto le stesse cose da altri desiderate, ma anche più profonde di quanto essi stessi possano attendersi" Cartesio dal "Discorso sul metodo"



Per Cartesio non si può studiare una scienza senza interagire con le altre risorse derivanti dalle altre materie, in particolare lui utilizzò un metodo matematico per dimostrare le idee della sua filosofia e proprio per ciò questo personaggio verrà  ritenuto fondatore della matematica e della filosofia moderna. Quindi la risorsa su cui erige la filosofia è la matematica. Questo pensiero lo accomuna molto ad un personaggio moderno, che pensò di applicare la matematica alla sociologia e all'economia.

venerdì 17 aprile 2020

la risorsa in Platone, la nascita di Eros dal Simposio-step#8

Risultato immagine per eros in amore e psicheLa nascita di Eros, Simposio
È una lunga storia - mi disse -. Adesso te la racconto. Il giorno in cui nacque Afrodite, gli dèi si radunarono per una festa in suo onore. Tra loro c'era Poros, il figlio di Metis. Dopo il banchetto, Penìa era venuta a mendicare, com'è naturale in un giorno di allegra abbondanza, e stava vicino alla porta. Poros aveva bevuto molto nettare (il vino, infatti, non esisteva ancora) e, un po' ubriaco, se ne andò nel giardino di Zeus e si addormentò. Penìa, nella sua povertà, ebbe l'idea di avere un figlio da Poros: così si sdraiò al suo fianco e restò incinta di Eros. Ecco perché Eros è compagno di Afrodite e suo servitore: concepito durante la festa per la nascita della dea, Eros è per natura amante della bellezza - e Afrodite è bella. Proprio perché figlio di Poros e di Penìa, Eros si trova nella condizione che dicevo: innanzitutto è sempre povero e non è affatto delicato e bello come si dice di solito, ma al contrario è rude, va a piedi nudi, è senza casa, dorme sempre sulla nuda terra, sotto le stelle, per strada davanti alle porte, perché ha la natura della madre e il bisogno l'accompagna sempre. D'altra parte, come suo padre, cerca sempre ciò che è bello e buono, è virile, risoluto, ardente, è un cacciatore di primo ordine, sempre pronto a tramare inganni; desidera il sapere e sa trovare le strade per arrivare dove vuole, e così cerca la sapienza per tutto il tempo della sua vita, è un meraviglioso indovino e ne sa di magie e di sofismi. E poi, per natura, non è né immortale né mortale. Nella stessa giornata sboccia rigoglioso alla vita e muore, poi ritorna alla vita grazie alle mille risorse che deve a suo padre, ma presto tutte le risorse fuggono via: e così non è mai povero e non è mai ricco.

Commento
La parola Poros, πόρος, vuol dire risorsa, quindi da questo passo si può  capire come il padre di Eros impersonasse una risorsa. Poros è la personificazione dell'ingegno, dell'espediente. È avido di sapienza e ricco di risorse. È inteso quindi anche come abbondanza, ricchezza, risorsa; in contrasto con la madre di Eros, Penìa, che simboleggia la miseria.
Da questo passo si comprende che Eros non è nè un mortale, nè un immortale e perciò nasce e muore ogni giorno per poi "risorgere", da cui si vede anche l'uso della parola latina da cui è nata la parola risorsa. E' un uomo pieno di risorse infatti è un abile cacciatore, mago e indovino ed è una creatura molto intelligente, che sa utilizzare ciò che ha.
Eros viene descritto come forza cosmica, irresistibile, legata alla generazione attraverso il desiderio, che oltrepassa la volontà individuale di uomini e dei, ma viene descritto anche un Eros come desiderio legato al piacere, alla dolcezza, che tuttavia domina e non si lascia dominare.
 Eros è un "dio" intelligente, ma che non si lascia imbrigliare in schemi e limiti e tende a rompere ogni freno, ogni logica troppo razionale. 

RISORSA DIALOGO

Carlo si trova nel letto di ospedale, quando la porta si apre ed entra un medico, che guarda la sua cartella clinica. Enrico: «Buongior...